Regole e conseguenze derivanti dall'essere un commerciante
Secondo il Codice Commerciale turco, chiunque gestisca un'impresa commerciale, anche solo parzialmente, a proprio nome acquisisce lo status di commerciante. Se da un lato l'ordinamento giuridico concede ai commercianti alcuni diritti speciali inerenti al mercato, dall'altro impone loro responsabilità ben più gravose rispetto alle disposizioni generali, al fine di tutelare la fiducia del pubblico e la stabilità della vita commerciale.
L'obbligo di comportarsi come un uomo d'affari prudente
Secondo l'articolo 18/2 del Codice Commerciale turco, ogni commerciante è tenuto ad agire con prudenza in tutte le attività connesse alla propria impresa commerciale. Questo principio impone al commerciante di prevedere le condizioni di mercato, le fluttuazioni valutarie e i rischi degli impegni assunti. In virtù di tale principio di prudenza, un commerciante non può facilmente sottrarsi ai propri debiti adducendo motivazioni quali un indebitamento eccessivo o clausole contrattuali onerose.
Fallimento e responsabilità personale
La conseguenza legale più grave per un commerciante è la possibilità di essere soggetto a una procedura fallimentare. I commercianti possono trovarsi ad affrontare una procedura fallimentare non solo a causa di debiti derivanti dai loro rapporti commerciali, ma anche a causa di debiti personali. L'esistenza dell'istituto fallimentare ha lo scopo di garantire che i commercianti mantengano la disciplina finanziaria e saldino i propri debiti in modo tempestivo.
Obblighi di registrazione, titolo e contabilità
La registrazione e la pubblicazione di un'attività commerciale nel registro delle imprese, nonché la scelta e l'utilizzo di una denominazione commerciale protetta, sono obblighi di legge per i commercianti. Inoltre, è necessario tenere una contabilità aziendale accurata che rifletta in modo trasparente la struttura finanziaria, il bilancio tra entrate e uscite e le transazioni commerciali dell'azienda. Una contabilità tenuta correttamente può essere utilizzata come prova a favore delle parti in caso di controversie.
Avvisi e avvertenze riguardanti il modulo
Le comunicazioni volte a dichiarare una parte inadempiente, a risolvere un contratto o a recedere da un contratto tra commercianti sono soggette a rigidi requisiti formali. Tali comunicazioni, per essere considerate valide, devono essere consegnate tramite notaio, raccomandata con ricevuta di ritorno, telegramma o posta elettronica raccomandata (KEP) con firma elettronica sicura.
Commissioni, interessi e penali non sono riducibili
Un commerciante ha il diritto di richiedere un compenso ragionevole e gli interessi per il lavoro e le transazioni svolte nell'ambito della propria attività commerciale, anche in assenza di una clausola esplicita in tal senso nel contratto. Tuttavia, in virtù del principio di prudenza commerciale, non può sostenere che i compensi, come le clausole penali o le spese legali, previsti nei contratti stipulati siano eccessivi e richiederne una riduzione al tribunale.
Poiché la qualifica di commerciante delle parti modifica sostanzialmente le norme procedurali e i mezzi probatori applicabili durante l'instaurazione di rapporti commerciali e la risoluzione delle controversie, ogni atto deve essere compiuto in conformità ai principi del diritto commerciale.
Obblighi relativi alle vendite commerciali e all'ispezione dei prodotti
Nelle vendite commerciali tra privati, l'acquirente è tenuto a ispezionare la merce ricevuta e, in caso di vizi, a comunicarli al venditore entro i termini di legge (2 giorni per vizi evidenti, 8 giorni per vizi occulti e vizi che richiedono un'ispezione). Il mancato rispetto di tali termini comporta la perdita dei diritti derivanti dal vizio.
