Crimini informatici e sanzioni
Il diritto informatico, una branca del diritto relativamente giovane, disciplina i crimini informatici in Turchia in conformità con la Legge n. 5651, promulgata nel 2007, intitolata "Legge sulla regolamentazione delle pubblicazioni su Internet e sulla lotta ai reati commessi tramite tali pubblicazioni". Il settore del diritto informatico mantiene il suo dinamismo giorno dopo giorno grazie ai progressi tecnologici e alla loro ampia diffusione. Pertanto, la sua definizione può variare a seconda dell'individuo o dell'evento. In generale, il diritto informatico può essere definito come l'uso delle tecnologie dell'informazione (dispositivi mobili, smartphone, tablet, ecc.) in attività criminali classiche (furto, frode, abuso sessuale, ecc.) in violazione del Codice penale.
Il vantaggio principale dei criminali informatici è rappresentato dalla presenza di una popolazione che utilizza la tecnologia informatica esclusivamente tramite dispositivi di consumo. Pertanto, per le vittime di crimini informatici, sarebbe opportuno consultare fin da subito un avvocato specializzato in diritto informatico per contrastare efficacemente tali reati
Gli articoli relativi ai reati informatici contemplati dal Codice penale turco sono i seguenti:
- Articoli 503-507 del Codice penale turco: Inganno e condotta fraudolenta tramite computer, Frode e fallimento
- Articoli 316-368 del Codice penale turco: Falsificazione tramite computer, reati di falsificazione
- Legge n. 5846 sulle opere intellettuali e artistiche (FSEK): Uso non autorizzato di software protetto dalla legge
- Articoli 125-200 del Codice penale turco: Pubblicazioni illegali, crimini contro la personalità dello Stato,
- Articoli 480-490 del Codice penale turco: reati di ingiuria e abuso
- Articoli 426-427 del Codice penale turco: Pubblicazioni che offendono il senso del pudore e del decoro pubblico, o che incitano e sfruttano i desideri sessuali, e sono contrarie alla morale pubblica
- Articolo 525 del Codice penale turco: Accesso non autorizzato e intercettazione di sistemi e servizi informatici.
I crimini informatici, come le frodi con carte di credito, la falsificazione di documenti, l'uso non autorizzato di informazioni e molti altri esempi, sono tra i reati informatici più comuni. I crimini informatici aprono la strada a crimini sia noti che nuovi. Pertanto, classificare i crimini informatici, che hanno una portata molto ampia, non è semplice. In generale, i crimini informatici includono:
- Accesso non autorizzato a sistemi e servizi informatici
- Sabotaggio informatico
- Frode tramite computer
- Falsificazione computerizzata
- Uso non autorizzato di software per computer
- Uso improprio delle informazioni personali
- Creare false personalità e imitare le personalità
- Pubblicazioni illegali
- Accesso non autorizzato a segreti commerciali
- Atti terroristici
- pornografia infantile
- Hacking
- Altri reati (traffico di organi, prostituzione, minacce, droga, ecc.)
Nel nostro Paese, la lotta contro i crimini informatici si svolge nell'ambito della Legge n. 5651, "Relativa alla regolamentazione delle pubblicazioni effettuate su Internet e alla lotta contro i reati commessi tramite tali pubblicazioni", in vigore dal 2007. Attraverso questa legge, si previene e si monitora l'accesso e si esaminano le responsabilità dei fornitori di contenuti, dei fornitori di hosting e dei fornitori di accesso.
Con le nuove normative in materia di crimini informatici previste dal Codice penale turco, mentre la pena per il reato di ingiuria, sancita dall'articolo 125, è ora soggetta alla reclusione da tre mesi a due anni, si applica la disposizione che prevede una pena non inferiore a un anno qualora il reato sia commesso tramite comunicazione audio, scritta o visiva, ovvero anche via internet. Analogamente, tale circostanza è stata introdotta come aggravante per reati quali furto e frode.
Inoltre, l'articolo 243 del codice penale turco disciplina le pene per i crimini informatici. Tali pene possono variare dai 5 ai 6 anni.
