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La natura giuridica della chiusura dello stadio e le sanzioni previste per le partite a porte chiuse

La natura giuridica della chiusura dello stadio e le sanzioni previste per le partite a porte chiuse

Qual è la natura giuridica delle sanzioni relative alla chiusura degli stadi e allo svolgimento delle partite a porte chiuse? Un'analisi giuridica completa della definizione, dello scopo, dell'applicazione, delle differenze e delle conseguenze per i club di tali sanzioni, nell'ambito della Legge n. 6222, della Legge n. 5894, del Regolamento Disciplinare della Federazione Calcistica Turca (TFF), del Regolamento delle Competizioni Calcistiche e dell'approccio del Collegio Arbitrale.

 

Entrata

La natura giuridica della chiusura degli stadi e dello svolgimento delle partite a porte chiuse non si limita a semplici misure organizzative riassumibili nel diritto sportivo turco con il semplice "divieto di accesso ai tifosi". Si tratta di sanzioni sportive serie, centrali nel sistema disciplinare del calcio, che incidono direttamente sugli obblighi del club in materia di sicurezza dello stadio, gestione dei tifosi e ordine di gioco. La Federazione calcistica turca (TFF) è un ente giuridico e una federazione autonoma soggetta alle disposizioni di diritto privato previste dalla Legge n. 5894; la stessa legge conferisce alla TFF l'autorità di regolamentare e supervisionare le attività calcistiche, istituire commissioni disciplinari e stabilire procedure attraverso regolamenti. Pertanto, la chiusura degli stadi e lo svolgimento delle partite a porte chiuse non sono sanzioni classiche imposte dai tribunali penali; si tratta di sanzioni sportive derivanti dal diritto privato, che scaturiscono dall'autorità disciplinare della TFF, ma con una forte dimensione di ordine pubblico e sicurezza. (LEXPERA)

Per comprendere queste sanzioni è necessario leggere almeno tre serie di norme contemporaneamente. Il primo livello è la Legge n. 5894, che definisce lo status giuridico della Federazione calcistica turca (TFF) e le basi del suo meccanismo disciplinare. Il secondo livello è costituito dal Regolamento disciplinare calcistico, che definisce le sanzioni di "chiusura dello stadio", "divieto di accesso a una partita" e "partita a porte chiuse", specificando le azioni per le quali possono essere applicate e le modalità di esecuzione. Il terzo livello è la Legge n. 6222, che delinea le responsabilità di sicurezza dei club, il nesso tra incidenti in campo e sanzioni, e l'indipendenza della federazione nell'applicazione delle sanzioni. Questa struttura a tre livelli dimostra perché la sanzione non è una semplice decisione tecnica interna alla federazione, ma un processo legale con conseguenze di vasta portata. (LEXPERA)

Sebbene il termine "chiusura delle tribune" sia spesso utilizzato nella pratica, la terminologia ufficiale corrente si riferisce frequentemente alla sanzione di "impedire l'ingresso alla partita". Nel Regolamento Disciplinare del Calcio, la "chiusura dello stadio" è definita come una sanzione a sé stante, mentre "impedire l'ingresso alla partita" è regolamentato separatamente come impedimento dell'accesso allo stadio agli spettatori di uno o più settori specifici. Al contrario, "giocare a porte chiuse" significa che una squadra è condannata a disputare le proprie partite ufficiali nel proprio stadio abituale senza spettatori, salvo diversa disposizione. Pertanto, il termine colloquiale "chiusura delle tribune" e la formulazione ufficiale della sanzione nel Regolamento non sono esattamente la stessa cosa; questa distinzione deve essere stabilita fin dall'inizio per una corretta analisi giuridica. (TFF)

Il fondamento normativo delle sanzioni nel regime disciplinare della TFF

La legge n. 5894 definisce le commissioni disciplinari della TFF come "commissioni che esaminano e decidono su ogni tipo di violazione disciplinare o condotta antisportiva commessa da club e singoli individui nell'ambito del Regolamento Disciplinare Calcistico". La stessa legge stabilisce che le decisioni delle commissioni legali di primo grado diventano definitive se non viene presentato ricorso entro un determinato periodo e che il Collegio Arbitrale emette decisioni definitive e inappellabili sulle richieste presentate. Pertanto, la base giuridica per sanzioni come la chiusura degli stadi e lo svolgimento di partite a porte chiuse è l'autonomia regolamentare e disciplinare della TFF. In questo senso, la natura della sanzione non è una sanzione amministrativa diretta elencata individualmente dal legislatore; si tratta piuttosto dell'applicazione di una norma disciplinare calcistica autonoma che trae la sua autorità dalla legge. (LEXPERA)

Il Regolamento Disciplinare Calcistico concretizza tale autorità e definisce le tipologie di sanzioni. Secondo l'articolo 29 del Regolamento, la chiusura dello stadio implica che la società sia obbligata a disputare la propria partita ufficiale in un luogo diverso dal proprio stadio abituale. L'articolo 30 definisce il divieto di accesso alla partita come l'impedimento dell'ingresso agli spettatori di uno o più settori specifici. L'articolo 31 disciplina le partite a porte chiuse, ovvero impone alla società di disputare la propria partita o le proprie partite ufficiali nel proprio stadio abituale senza spettatori, salvo diversa disposizione. Queste definizioni dimostrano chiaramente che le sanzioni non producono lo stesso risultato: una comporta un cambio di sede, un'altra il divieto di accesso a una specifica tribuna o settore, e la terza la disputa di una partita casalinga a porte chiuse. (TFF)

La prima importante conclusione giuridica che ne deriva è che, sebbene queste sanzioni abbiano un elemento in comune – ovvero il coinvolgimento dei tifosi – non sono sinonime in termini di natura legale. La chiusura dello stadio è una sanzione geografica e spaziale; la società non può utilizzare il proprio stadio abituale. Impedire l'accesso a una partita è una sanzione più circoscritta e mirata; si limita a settori o tribune specifici. Giocare a porte chiuse significa che la società gioca nel proprio stadio, ma senza la presenza di spettatori. Pertanto, le sanzioni discusse sotto la voce "chiusura delle tribune" sono in realtà sanzioni sportive con diversa intensità e diverse modalità di applicazione. (TFF)

L'equivalente ufficiale di "chiusura delle tribune" è: impedire l'ingresso alla partita

Nel linguaggio comune, la "penalità per la chiusura dello stadio" spesso si riferisce al lasciare vuoti determinati settori o tribune per la partita successiva. Tuttavia, nel Regolamento Disciplinare del Calcio, questa sanzione è ufficialmente disciplinata sotto la voce "divieto di accesso alla partita". Il regolamento stabilisce che, nell'applicare questa sanzione, si terrà conto dei settori separati tra loro nel sistema di biglietteria centralizzato, in base alla struttura fisica di ogni stadio. Ciò dimostra che la sanzione può ora colpire settori tecnicamente identificabili, anziché l'intera tribuna. (TFF)

A questo proposito, la sanzione del divieto di accesso a una partita non è una sanzione collettiva che colpisce l'intero stadio o l'intero pubblico nel senso classico del termine; si tratta piuttosto di un intervento più mirato, grazie al sistema di biglietteria elettronica e alla suddivisione in settori. In particolare, in caso di incidenti in campo o cori offensivi/insultanti, se si individuano i settori in cui si è verificata l'infrazione, è possibile chiudere direttamente i settori interessati anziché imporre una sanzione che si estende indistintamente a tutti i tifosi del club. È evidente qui la tendenza dell'attuale politica disciplinare verso la "proporzionalità" e la "miratezza". Questa valutazione deriva dal testo del regolamento ed è coerente con gli esempi di applicazione delle sanzioni per settori presenti nelle decisioni del Collegio Arbitrale. (TFF)

Anche le decisioni anonimizzate del Collegio Arbitrale dimostrano che le sanzioni basate su blocchi di posti vengono applicate attivamente. Una decisione afferma esplicitamente che, a causa di incidenti sul campo e cori, le carte elettroniche dei biglietti degli spettatori in determinati settori sono state bloccate, impedendo loro l'accesso alla partita successiva. Ciò dimostra che la "chiusura di una tribuna" nel sistema attuale spesso si traduce in un'applicazione tecnica delle sanzioni basata su blocchi di posti. In altre parole, il linguaggio giuridico ufficiale e la prassi delle tribune convergono in questo caso attraverso il sistema di biglietteria elettronica.

La natura giuridica della sanzione prevista per le partite giocate senza spettatori

La sanzione di giocare a porte chiuse è, nel diritto disciplinare calcistico, l'obbligo per una squadra di disputare la propria partita ufficiale in casa senza spettatori. L'articolo 31 del Regolamento Disciplinare Calcistico lo definisce chiaramente. Questa sanzione è una grave penalità sportiva che colpisce direttamente l'esperienza casalinga della squadra e il supporto dei tifosi, nei casi in cui una semplice multa sia ritenuta insufficiente o la violazione comprometta seriamente l'ordine e la sicurezza degli spalti. La sanzione non modifica lo stadio della squadra; tuttavia, elimina gli spettatori, l'elemento più importante dello stadio, dal sistema. Pertanto, in termini di natura giuridica, il suo potere di produrre conseguenze sportive è di gran lunga superiore a quello di una multa. (TFF)

Tuttavia, giocare senza spettatori non significa letteralmente "nessuno può entrare nello stadio". Secondo l'articolo 99 del Regolamento Disciplinare Calcistico, nelle partite giocate a porte chiuse, la tribuna del protocollo può essere occupata da dirigenti e funzionari della TFF, da persone incluse nel protocollo statale, da un massimo di 25 persone per ogni club i cui nomi sono presenti in apposite liste, da un certo numero di giocatori accreditati non convocati e da persone autorizzate; inoltre, i membri della stampa accreditati dall'Associazione dei Giornalisti Sportivi Turchi possono assistere alla partita dalla tribuna stampa. Questo dettaglio ci aiuta a comprendere più accuratamente la natura giuridica della sanzione: giocare senza spettatori non è un'evacuazione fisica assoluta; è la rimozione del pubblico dall'ambiente della partita. (TFF)

Ancora più interessante è il fatto che, nel caso di una partita giocata a porte chiuse, a condizione che la squadra ospite non sia soggetta a squalifica, un massimo del 5% della capienza dello stadio può essere occupato dai tifosi della squadra ospite. Il regolamento stabilisce che nella Super League e nella 1ª Lega, dove si utilizza la biglietteria elettronica, i biglietti per questa quota saranno venduti solo ai possessori di tessere della squadra ospite. Nelle partite in cui non si utilizza la biglietteria elettronica, i biglietti devono essere consegnati alla squadra ospite dalla squadra di casa almeno 48 ore prima della partita. Questa disposizione dimostra che la natura legale di una partita giocata a porte chiuse non è "un divieto totale per tutti gli spettatori", ma piuttosto l'esclusione dei tifosi della squadra di casa dalla partita. (TFF)

La valutazione giuridica fondamentale in questo caso è la seguente: la sanzione di giocare a porte chiuse è una sanzione istituzionale che incide direttamente sull'ambiente sportivo ed economico del club attraverso il comportamento dei tifosi. Anche se il club gioca la sua partita in casa, viene privato del supporto dei tifosi, degli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti e dell'atmosfera casalinga. Pertanto, la sanzione non è semplicemente una restrizione organizzativa, ma una sanzione disciplinare che colpisce gli interessi sportivi del club. Questa conclusione è evidente dal modo in cui la norma viene applicata e dall'esclusione degli spettatori dal sistema. (TFF)

La natura giuridica delle sanzioni previste per la chiusura degli stadi

La chiusura dello stadio è definita dall'articolo 29 del Regolamento come l'obbligo imposto a una squadra di disputare le proprie partite ufficiali in un luogo diverso dal proprio stadio abituale. La natura giuridica di questa sanzione differisce da quella di giocare a porte chiuse perché l'elemento principalmente interessato non sono gli spettatori, bensì il vantaggio di giocare in casa. La squadra non può utilizzare il proprio stadio, perdendo vantaggi logistici, organizzativi e psicologici. Pertanto, la chiusura dello stadio rappresenta una grave sanzione sportiva che interferisce direttamente con il "diritto di giocare in casa". (TFF)

La differenza fondamentale tra la chiusura dello stadio e il giocare a porte chiuse risiede proprio qui. Giocare a porte chiuse implica l'allontanamento dei tifosi, preservando al contempo lo stadio di casa. La chiusura dello stadio, invece, significa che la squadra viene privata del suo consueto campo di casa. Pertanto, la chiusura dello stadio può, in alcuni casi, avere conseguenze più gravi per la squadra rispetto al giocare a porte chiuse, poiché la squadra perde sia il vantaggio dei propri tifosi sia l'ambiente familiare dello stadio. Questa sanzione diventa ancora più significativa, soprattutto se lo stadio presenta seri problemi di sicurezza o se gli incidenti in campo si trasformano in una zona a rischio. Questa interpretazione è una conclusione giuridica tratta da un confronto tra le definizioni di sanzioni. (TFF)

Il Regolamento delle Competizioni Calcistiche disciplina specificamente anche i cambi temporanei di stadio dovuti a problemi di sicurezza. Se il Consiglio di Amministrazione della TFF (Federazione calcistica thailandese) stabilisce che la sicurezza è stata compromessa o non può essere garantita, può decidere, a titolo precauzionale, di far disputare le partite delle squadre in un'altra città o su un altro campo; inoltre, è esplicitamente indicato che tali decisioni precauzionali non possono essere detratte dalle sanzioni di chiusura dello stadio o di gioco a porte chiuse imposte dagli organi disciplinari. Ciò dimostra che la chiusura dello stadio non è una mera misura amministrativa di sicurezza, ma una sanzione distinta e indipendente prevista dal diritto disciplinare. (TFF)

A quali azioni si applicano queste sanzioni?

La chiusura dello stadio e le partite a porte chiuse non vengono applicate automaticamente in ogni caso; tuttavia, sono esplicitamente possibili in determinate tipologie di violazioni. Secondo l'articolo 52 del Regolamento Disciplinare Calcistico, in caso di incidenti in campo, la Commissione Disciplinare può imporre multe, la chiusura dello stadio e le partite a porte chiuse, individualmente o collettivamente, per incidenti causati da spettatori, soci o giocatori della società. La decisione anonima del Collegio Arbitrale ha inoltre sottolineato che i due paragrafi di questo articolo sono indipendenti l'uno dall'altro e che la società può essere sanzionata indipendentemente dal fatto che i responsabili siano noti o meno. Ciò dimostra che la sanzione per gli incidenti in campo si basa sulla responsabilità oggettiva della società. (TFF)

L'articolo 53 del Regolamento Disciplinare Calcistico (FDT) prevede sanzioni più mirate per i cori offensivi e ingiuriosi. Nello specifico, per gli atti di razzismo, la prima infrazione comporta la disputa di due partite a porte chiuse, la seconda la disputa di due partite a porte chiuse e la terza una penalizzazione in termini di punti. Lo stesso articolo stabilisce che per i cori collettivi contenenti discriminazioni etniche o regionali, o che identificano i membri della squadra con criminali o organizzazioni criminali, possono essere imposte multe, la chiusura dello stadio o la disputa di due partite a porte chiuse, singolarmente o in combinazione, a seconda della gravità dell'infrazione. Ciò dimostra che la sanzione si applica non solo ai disordini fisici, ma anche alla retorica dei tifosi che turba la pace e la sicurezza sociale. (TFF)

Inoltre, la chiusura dello stadio è prevista come ulteriore sanzione in altri articoli del Regolamento. Ad esempio, la chiusura dello stadio e la detrazione di punti sono previste per determinate categorie di replay nei casi in cui la preparazione o la trasmissione delle partite vengano ostacolate. Ciò dimostra che la chiusura dello stadio può essere utilizzata non solo in caso di incidenti in tribuna, ma anche in gravi violazioni che compromettono la sicurezza organizzativa e il funzionamento istituzionale del calcio. Questo rivela che la natura giuridica della sanzione della chiusura dello stadio non è semplicemente una "penalità per i tifosi", ma una sanzione che mira alla responsabilità organizzativa del club in senso più ampio. (TFF)

Il fondamento delle sanzioni inflitte al club: la responsabilità oggettiva

L'articolo 6 del Regolamento sulla Difesa dei Tifosi (FDT) stabilisce esplicitamente che i club sono responsabili di tutti gli incidenti che possono verificarsi prima, durante e dopo una partita, e che saranno ritenuti oggettivamente responsabili per le violazioni commesse dai loro giocatori, dirigenti, presidenti, manager, dipendenti, personale di sicurezza privato e tifosi. Questa disposizione è fondamentale per comprendere la natura giuridica della chiusura degli stadi e dello svolgimento delle partite a porte chiuse. Questo perché tali sanzioni non si basano sulla classica responsabilità per colpa, ma su un modello di responsabilità oggettiva fondato sulla responsabilità del club in materia di sicurezza e organizzazione. (LEXPERA)

Anche le decisioni del Collegio Arbitrale confermano questo modello. La decisione anonima stabilisce che la società è soggetta a sanzioni a prescindere dall'identificazione dei responsabili degli incidenti in campo, che le due clausole sono indipendenti l'una dall'altra e che l'impossibilità di identificare con certezza il tifoso non esonera la società dalla responsabilità. Ciò dimostra che, nel diritto disciplinare, una società non può sottrarsi alle sanzioni basandosi unicamente sulla difesa dell'"identità del responsabile".

Pertanto, la natura giuridica della chiusura degli stadi e dello svolgimento delle partite a porte chiuse si configura più come una sanzione istituzionale diretta al club che come una punizione per i singoli trasgressori. Lo scopo della sanzione non è solo quello di punire i singoli tifosi, ma anche di obbligare il club a prestare maggiore attenzione in termini di sicurezza, organizzazione e gestione dei tifosi. Questo è il punto cruciale in cui la sanzione si discosta dalla logica del diritto penale classico. (TFF)

Relativo alla legge n. 6222

La legge n. 6222 non prescrive direttamente sanzioni come "partite a porte chiuse" o "chiusura dello stadio"; tuttavia, stabilisce le motivazioni di sicurezza che sono alla base dell'applicazione di tali sanzioni. L'articolo 5 della legge obbliga le società di casa ad adottare misure di sicurezza e sanitarie nelle aree di gara e per gli spettatori, ad destinare settori separati ai tifosi della squadra ospite e a rispettare le decisioni del comitato di sicurezza. L'articolo 19 della legge stabilisce esplicitamente che l'imposizione di una sanzione a una società sportiva o ai suoi membri ai sensi della presente legge non pregiudica l'autorità della federazione di appartenenza della società di imporre sanzioni. Ciò dimostra che le sanzioni disciplinari della federazione costituiscono un ambito di applicazione separato, indipendente e operante in parallelo al regime della legge n. 6222. (uogm.gsb.gov.tr)

L'articolo 17 della legge stabilisce anche un importante collegamento in merito agli incidenti sul campo. In caso di lesioni o danni intenzionali a cose commessi in aree sportive, la pena è aumentata della metà; le aree sportive e le attrezzature in esse contenute sono considerate proprietà pubblica. Inoltre, in caso di danni, i responsabili e la società sportiva di cui fanno parte sono ritenuti responsabili in solido, e la società ha facoltà di rivalsa. Questa normativa rivela che le sanzioni disciplinari, come la chiusura degli stadi o lo svolgimento di partite a porte chiuse, non sono legate solo allo sport, ma rientrano anche in un più ampio ambito di sicurezza, che comprende il rischio di risarcimento e sanzioni. (uogm.gsb.gov.tr)

Pertanto, la natura giuridica di queste sanzioni non può essere interpretata unicamente come "sanzioni interne della federazione". Si tratta di sanzioni complementari, a livello sportivo, del regime di pubblica sicurezza istituito dalla Legge n. 6222. Diritto penale, sanzioni amministrative e disciplina federativa si intrecciano in questo caso; il club potrebbe subire conseguenze in più di un ambito giuridico per lo stesso episodio. (uogm.gsb.gov.tr)

Perché il regime di esecuzione determina la natura giuridica della pena?

Uno dei modi migliori per comprendere la natura giuridica di una sanzione è osservare come viene applicata. La FDT 99 disciplina in dettaglio l'applicazione della sanzione di giocare a porte chiuse. Il protocollo prevede, la tribuna stampa, una quota massima del 5% per la squadra ospite, il rinvio dell'applicazione alla partita successiva se coincide con una finale, e le categorie separate per le partite di campionato professionistico e di Coppa di Turchia, il che dimostra che questa sanzione ha un regime di applicazione altamente tecnico, specifico per le organizzazioni calcistiche. Ciò dimostra che, a differenza delle sanzioni legali generali, la sanzione è concepita in base alla natura dell'attività sportiva. (TFF)

Una simile tecnicità si riscontra nelle sanzioni per la chiusura degli stadi. L'obiettivo della sanzione è privare la squadra del vantaggio di giocare in casa; pertanto, sono importanti questioni come quale stadio sia quello "abitualmente utilizzato", dove si disputerà la partita e come verrà preservato il diritto di giocare in casa. Il fatto che il Consiglio di amministrazione della TFF possa decidere di disputare la partita in un'altra città o in un altro stadio per motivi di sicurezza, e che ciò non possa essere detratto dalla sanzione disciplinare, rende l'esecuzione delle chiusure degli stadi ancora più singolare. In altre parole, il regime di esecuzione dimostra che la sanzione non è una semplice multa, ma un intervento serio che modifica l'assetto territoriale dell'organizzazione calcistica. (TFF)

Precauzione e provvedimento disciplinare non sono la stessa cosa

L'articolo 19 del Regolamento delle Competizioni Calcistiche conferisce al Consiglio di Amministrazione della TFF (Federazione Calcistica Turca) l'autorità di adottare misure precauzionali quali il divieto di disputare partite nelle province in cui la sicurezza non può essere garantita o è compromessa dalla presenza di spettatori, il trasferimento delle partite in un'altra provincia, la chiusura temporanea degli stadi o lo svolgimento delle partite a porte chiuse. Il quarto paragrafo dello stesso articolo stabilisce esplicitamente che tali misure precauzionali non possono essere detratte dalle sanzioni di chiusura dello stadio o di divieto di accesso agli spettatori imposte dagli organi disciplinari. Questa disposizione dimostra chiaramente la differenza di natura giuridica tra le misure di sicurezza temporanee e le sanzioni disciplinari. (TFF)

In altre parole, il provvedimento temporaneo adottato dalla TFF per motivi di sicurezza non sostituisce una sanzione disciplinare punitiva. Il provvedimento ha carattere preventivo e di tutela; una sanzione disciplinare è invece una sanzione inflitta per la violazione commessa. Nello stesso caso, può essere applicato prima un provvedimento temporaneo, e successivamente la commissione disciplinare può imporre anche la chiusura dello stadio o la disputa della partita a porte chiuse. Questa differenza è fondamentale per comprendere la natura giuridica della sanzione. Infatti, la giustificazione "la partita si è comunque giocata a porte chiuse" non esclude automaticamente la sanzione disciplinare. (TFF)

Regime di opposizione e di definitività

Un altro fattore che determina la natura giuridica di queste sanzioni è il regime di ricorso. Secondo la FDT 88, i ricorsi contro le decisioni del Comitato Disciplinare della Federazione Calcistica (AFDK) e del Comitato Disciplinare del Calcio Professionistico (PFDK) possono essere presentati al Collegio Arbitrale entro sette giorni dalla data di notifica. Tuttavia, le sanzioni inflitte ai club dai Comitati Disciplinari Provinciali, come la chiusura dello stadio o la disputa di una partita a porte chiuse, sono definitive e non sono impugnabili; per le decisioni più gravi, è possibile presentare ricorso all'AFDK. La Legge n. 5894 stabilisce inoltre che le decisioni del Collegio Arbitrale sono definitive e vincolanti e che non è possibile presentare ricorso contro di esse. (TFF)

Questo regime applicativo conferma che la chiusura degli stadi e le partite a porte chiuse non sono classiche azioni amministrative o condanne penali, bensì sanzioni disciplinari speciali che vengono risolte in ultima analisi nell'ambito del diritto sportivo. La definitività delle decisioni da parte degli organi giuridici interni della federazione e del Collegio Arbitrale rafforza la natura speciale della sanzione nell'ambito autonomo del diritto sportivo. Pertanto, per comprendere tali sanzioni, è necessario esaminare non solo la sanzione materiale, ma anche il meccanismo giurisdizionale-controllante a cui essa è soggetta. (LEXPERA)

Conclusione

La natura giuridica delle sanzioni relative alla chiusura dello stadio e alle partite a porte chiuse va compresa nel quadro di tre distinte logiche sanzionatorie previste dal diritto calcistico turco, che, pur non essendo identiche, spesso ricorrono nello stesso caso: "Impedimento all'ingresso alla partita" è una sanzione mirata allo stadio, diretta a settori o settori specifici; "Partite a porte chiuse" è l'obbligo per la società di disputare una partita a porte chiuse nel proprio stadio abituale; e "Chiusura dello stadio" è l'obbligo imposto alla società di disputare le proprie partite ufficiali in un luogo diverso dal proprio stadio abituale. Queste sanzioni si basano sull'autonomia regolamentare e disciplinare della Federazione calcistica turca (TFF), derivante dalla Legge n. 5894; sono definite e applicate nel Regolamento disciplinare calcistico. (LEXPERA)

Queste sanzioni non sono le classiche sentenze emesse da un tribunale penale, né semplici formalità interne alla federazione. Si tratta di sanzioni disciplinari con un forte impatto sportivo ed economico, basate sulla responsabilità oggettiva del club, sulla sicurezza dello stadio e sugli obblighi di gestione dei tifosi. La logica della sicurezza e il nesso di compensazione previsti dalla Legge n. 6222 rafforzano il fondamento di queste sanzioni, mentre il regime precauzionale del Regolamento sulle competizioni calcistiche e le disposizioni in materia di esecuzione e ricorso del Regolamento disciplinare calcistico ne completano la peculiarità nell'ambito del diritto privato disciplinare. Il messaggio del diritto sportivo turco odierno è chiaro: l'ordine pubblico e la sicurezza degli spettatori non sono una questione che riguarda esclusivamente i tifosi; sono responsabilità aziendale del club e, quando necessario, questo ambito viene disciplinato con sanzioni severe come la chiusura delle tribune, le partite a porte chiuse e la chiusura dello stadio. (uogm.gsb.gov.tr)

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